Generazioni

“Viaggi da imparare”

L’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, all’interno del progetto “Viaggi da Imparare”, propone un concorso indirizzato alle scuole superiori per la realizzazione di un video ispirato al tema dell’accoglienza. Il video vincitore diventerà uno degli spot ufficiali di UNHCR.

Un tema molto attuale e delicato, che vede interessate questioni come l’integrazione e – di conseguenza –  la sicurezza, che no si può assolutamente trascurare come priorità dei cittadini di un Paese. Questo progetto intende essere, in questo contesto, uno stimolo sia per la sensibilità che per la creatività dei ragazzi attraverso le scuole che a quest’indirizzo http://concorso.viaggidaimparare.it/, all’interno del sito Viaggi da Imparare realizzato da UNHCR in collaborazione con il MIUR, potranno trovare il modo di trasformare la loro idea in spot. Una volta iscritte nella sezione dedicata del sito, le classi avranno la possibilità di seguire un percorso interattivo a step fatto di quiz, contenuti educational, storie e testimonianze reali di ragazze e ragazzi rifugiati.

Alla fine i partecipanti saranno invitati a pensare, scrivere e creare la propria storia sul tema dell’accoglienza attraverso un video della durata massima di 2 minuti. Una giuria, composta dai ragazzi e dalle ragazze rifugiati/e protagonisti delle storie di “Viaggi da imparare” decreterà la classe vincitrice tra i primi 10 video più votati. Il video vincitore diventerà uno degli SPOT ufficiali di UNHCR per la Giornata Mondiale del Rifugiato 2019 (20 giugno). Considerato che parliamo di oltre 68 milioni di persone sradicate dalle proprie terre. Oltre la metà sono minori, ragazzi e ragazze in età scolare.

“E’ importante che i ragazzi e le ragazze abbiano l’occasione di conoscere e capire meglio cosa significa essere rifugiati in maniera creativa e libera da pregiudizi e stereotipi – commenta Carlotta Sami, portavoce dell’UNHCR per il Sud Europa. “Questo concorso vuole stimolare il coinvolgimento emotivo di studenti e professori, esponendo gli studenti a storie di ragazzi che alla loro età, o anche più piccoli, sono stati costretti a lasciare tutto e a rischiare la propria vita per cercare un posto sicuro dove poter ricominciare”.

 

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