Prima gli italiani, anche i cantanti?

 
Verrebbe da richiamare cosí una canzone di ormai tempo fa pensando proprio al dibattito ultimamente sviluappatosi attorno alla musica italiana, alla sua tradizione ed al suo futuro.
 
Il Festival di Sanremo ha fatto parlare molto di sé, anche piú del solito. La canzone che ha vinto, risultando dunque la migliore canzone italiana, in realtá non é riconosciuta come tale, da piú parti.
Ma c’é di piú oggi. Una proposta che intende valorizzare la nostra musica, dare spazio agli esordienti, tutelare la nostra tradizione: è questo l’obiettivo di una proposta di legge a prima firma Alessandro Morelli, Presidente della commissione Trasporti e telecomunicazioni della Camera e fino allo scorso anno direttore di Radio Padania.
 
Prima gli (artisti) italiani allora? 

Continua a leggere

La rinascita parte dalle nascite. Gli ultimi dati Istat: “fare famiglia”volere.. e potere?

 

“Nell’Europa soggiogata il tema della fertilità islamica è un tabù che nessuno osa sfidare. Se ci provi, finisci dritto in tribunale per razzismo-xenofobia-blasfemia. Ma nessun processo liberticida potrà mai negare ciò di cui essi stessi si vantano. Ossia il fatto che nell’ultimo mezzo secolo i musulmani siano cresciuti del 235 per cento (i cristiani solo del 47 per cento). Che nel 1996 fossero un miliardo e 483 milioni. Nel 2001, un miliardo e 624 milioni. Nel 2002, un miliardo e 657 milioni. Nessun giudice liberticida potrà mai ignorare i dati, forniti dall’Onu, che ai musulmani attribuiscono un tasso di crescita oscillante tra il 4,60 e il 6,40 per cento all’anno (i cristiani, solo 1’1 e 40 per cento). Nessuna legge liberticida potrà mai smentire che proprio grazie a quella travolgente fertilità negli anni Settanta e Ottanta gli sciiti abbiano potuto impossessarsi di Beirut, spodestare la maggioranza cristiano-maronita. Tantomeno potrà negare che nell’Unione Europea i neonati musulmani siano ogni anno il dieci per cento, che a Bruxelles raggiungano il trenta per cento, a Marsiglia il sessanta per cento, e che in varie città italiane la percentuale stia salendo drammaticamente sicché nel 2015 gli attuali cinquecentomila nipotini di Allah da noi saranno almeno un milione”.

Cosí piú di qualche anno fa Oriana Fallaci, avrá ragione? 

 

Continua a leggere

“Il futuro dei giovani? Progetti concreti, fare rete, promuovere cultura”

Una realtà <<pronta per diventare adulta>>.

Inizia così l’interessante confronto con Domenico De Maio, nuovo Direttore Generale dell’Agenzia Nazionale Giovani. 

<<In un momento storico e sociale evidentemente complesso, di grandi cambiamenti, la nostra ambizione è far diventare l’Agenzia un punto di riferimento per giovani e per under 30, con un nuovo slancio e nuove iniziative al di là di quelle da tempo attive come Erasmus +, che resta un riferimento rilevante>>. 

Parte da qui una riflessione opportuna sui temi della formazione, di quanto sia oggi importante quella “non formale” che va a completamento di quella accademica ed ordinaria di uno studente. Determinante è non solo farne uno strumento ancor più potenziato, ma proporre un nuovo modello culturale basato sul “fare rete”…

Continua a leggere

Sport è cultura, anche nel combattimento. Talenti italiani crescono

Uno sport che continua a diffondersi, facendo conoscere le regole ed i valori dietro quello che non è solo uno scambio di colpi. Purtroppo spesso viene esasperato da chi non è in grado di cogliere le regole, la preparazione e il rispetto che sono alla base di queste discipline. A volte purtroppo, come dimostra un recente incontro di rango globale, anche alcuni professionisti, ma più spesso persone che vedono in questo sport solo un confronto fisico. Un confronto che invece è prima di tutto psicologico e mentale.

Anche l’Italia si sta facendo conoscere in modo sempre più efficace, con nuovi fighters e talenti ad entrare nell’arena. Uno di questi è Gabriele Casella, che lo scorso 1 dicembre ha sconfitto Dani “Breezy” Traore in Bellator Kickboxing (categoria 80 kg) per verdetto unanime della giuria. 

Continua a leggere

“Viaggi da imparare”

L’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, all’interno del progetto “Viaggi da Imparare”, propone un concorso indirizzato alle scuole superiori per la realizzazione di un video ispirato al tema dell’accoglienza. Il video vincitore diventerà uno degli spot ufficiali di UNHCR.

Un tema molto attuale e delicato, che vede interessate questioni come l’integrazione e – di conseguenza –  la sicurezza, che no si può assolutamente trascurare come priorità dei cittadini di un Paese. Questo progetto intende essere, in questo contesto, uno stimolo sia per la sensibilità che per la creatività dei ragazzi attraverso le scuole che a quest’indirizzo http://concorso.viaggidaimparare.it/, all’interno del sito Viaggi da Imparare realizzato da UNHCR in collaborazione con il MIUR, potranno trovare il modo di trasformare la loro idea in spot. Una volta iscritte nella sezione dedicata del sito, le classi avranno la possibilità di seguire un percorso interattivo a step fatto di quiz, contenuti educational, storie e testimonianze reali di ragazze e ragazzi rifugiati.

Continua a leggere

Cronaca dei rimedi del giorno dopo. Ragazzi, “educazione” è libertà

Non può e non deve più essere così. Analisi e provvedimenti del giorno dopo devono necessariamente diventare analisi e provvedimenti preventivi, del giorno o dell’anno prima. Questa nuova tragedia scuote particolarmente gli animi per la giovane età delle vittime coinvolte ma anche per il teatro in cui tutto ciò avviene: un luogo di divertimento. Vogliamo essere chiari e sintetici e soffermarci su due aspetti importanti da mettere a fuoco.

In primis, soluzioni a monte e non a valle delle tragedie: soluzioni ed azioni a garanzia della sicurezza che vedano la luce non “a buoi scappati” ma grazie ad una corretta azione di verifica dei controllori, da un lato, insieme ad una gestione responsabile di coloro cui fanno capo determinate attività, specie quelle che hanno a che fare con l’incolumità delle persone, dall’altro. Detto questo in modo molto chiaro e diretto, non può sfuggirci una considerazione centrale che riguarda la vita dei giovani. In particolare con i luoghi del loro svago, del divertimento, che sempre più si trasformano in momenti di eccessi, a danno di sé stessi, fino a casi eclatanti come questi. Da una semplice e stupida – ma pericolosa –  moda come quella dello spray al peperoncino che sembra aver innescato la tragedia, al sempre più diffuso consumo di stupefacenti.

Perché ormai il divertimento non si può più definire tale se non prevede sballo o perdita di controllo. È questo il messaggio brutto e distorto da correggere. Anche perché, sinceramente, neppure veritiero. Non è una frase fatta ma ci si può divertire benissimo senza rischiare letteralmente la pelle o comunque andarci spesso vicini. In questo, purtroppo, bisogna riconoscere anche le responsabilità di nuovi modelli che tutto sembrano, furchè educativi. Onestamente nessuno può giudicare morale e gusti personali, ma ho un’idea personale e chiara a riguardo.

Continua a leggere

#lavorarepervivere fa tappa a Napoli

“Lavoro” è una delle parole oggi più sulla bocca degli italiani, dunque nella loro testa e nei loro cuori. Un lavoro del quale c’è sempre più bisogno e che oggi sta animando un dibattito intenso e costante sui tanti ambiti e tra tutte le generazioni, dai giovani agli adulti, che il lavoro stesso dalla sua posizione di assoluta centralità arriva ad lambire ed interessare.

Uno di questi, per il lavoratori, è da sempre quello della sicurezza.

Un aspetto nei confronti del quale l’attenzione è e deve essere crescente. Attiva sul fronte da tempo e con grande forza è l’UGL, che oggi ha portato a Napoli il tour “Lavorare per vivere” per ricordare le 1029 vittime sul lavoro nel corso del 2017, progetto nato dall’intuizione di Attilio Lombardi e organizzato dalla sua ItalCommunications. Con una modalità molto efficace per permetterci di comprendere quanto importante sia il dato appena citato, ovvero con le centinaia di sagome bianche oggi presenti in Piazza del Plebiscito: un’immagine molto forte capace d’indurre ad una riflessione profonda tutti noi, cittadini, lavoratori e soprattutto le Istituzioni, chiamate ad essere in prima linea per la garanzia del diritto alla sicurezza sul posto di lavoro.

Paolo Capone, Segretario Generale dell’Ugl, ci offre un’interessante fotografia della situazione attuale, che vede ammontare “nei primi 9 mesi del 2018 le morti a 834, ovvero l’8,5% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Solo in Campania si sono registrati 55 decessi, di cui 16 nella provincia di Napoli. Sono numeri imbarazzanti che devono far riflettere sulla necessità di un maggiore impegno istituzionale con il fine di contribuire ad una implementazione dei controlli sui luoghi di lavoro.” 

Continua a leggere

La prevenzione scende in campo

Anche quest’anno la prevenzione è “scesa in campo” nella splendida cornice del Foro Italico grazie all’ottava edizione del “Tennis&Friends”, manifestazione nata nel 2011 su iniziativa della Onlus Friends for Health e condotta in collaborazione con lo staff sanitario della Fondazione Policlinico Universitario Gemelli, dell’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport del Coni. Tra volti noti ed una vasta presenza di partecipanti, si sono svolti check up medici gratuiti e consulenze a favore di quella prevenzione che è il messaggio centrale dell’iniziativa, dedicato a bambini, giovani ed adulti.

Tanti i partner che hanno preso parte attiva alla manifestazione, dando vita ad un vero e proprio “villaggio” in cui è stato possibile acquisire informazioni e dedicarsi anche all’intrattenimento offerto da giochi per bambini fino all’affascinante presenza persino di un elicottero dell’Aeronautica Militare, tra le attrazioni più gettonate.

Continua a leggere

Il lavoro è vita

 
 
Se chiedessimo ai ragazzi i tre pensieri principali delle loro giornate cosa credete ci risponderebbero?
Sono sicuro che in cima, per tutti, ce ne sarebbe uno ricorrente: il lavoro.
Pensiero che fa sognare, ma purtroppo ultimamente preoccupa sempre più spesso.
E per molti motivi.
Oggi l’UGL ci dà la possibilità di parlare di lavoro con un’iniziativa, “Lavorare per vivere”, organizzata a Milano per mettere l’accento su una delle questioni più calde e delicate.
Le 1029 sagome bianche oggi in Piazza Duomo vogliono ricordare le vittime sul lavoro
del 2017. Un fenomeno che continua purtroppo anche nel 2018: nei primi 4 mesi di quest’anno si sono registrati 286 decessi.
“Un dato tristemente impressionante a cui non ci dobbiamo abituare”, secondo Paolo Capone, Segretario Generale UGL, presente alla manifestazione. 
Per Capone, “sono necessari più controlli e meno burocrazia per incentivare le aziende a investire nella sicurezza sul lavoro, poiché si tratta di un tema che riguarda la sfera più intima del lavoratore e che ha a che fare con l’essenza più profonda della persona. In tal senso – prosegue Capone – è necessaria una stretta collaborazione tra le Istituzioni, le aziende e i lavoratori per investire maggiormente su prevenzione e salute. È una battaglia che l’UGL intende continuare affinché tutti comprendano che è inaccettabile ammalarsi o morire sul lavoro nell’era dell’innovazione digitale. Quella della sicurezza sui luoghi di lavoro è, dunque, una priorità che va affrontata e risolta anche perché, nel nostro paese finalmente, si possa parlare di un lavoro dignitoso e sicuro”.
 
 
L’evento è stato ideato e organizzato da Ital Communications e risponde ai precisi obiettivi si sensibilizzazione che il sindacato, con un’opera costante ed intensa, sta continuando a promuovere a livello sociale. 
Qui noi vogliamo ricordare che il lavoro è – e deve essere – sogno, non preoccupazione. Deve essere benessere, vita, non la sua negazione.