Sport in emergenza

Lo sport è tra i protagonisti assoluti di questa emergenza. Come sfogo, per tutti a partire da giovani e ragazzi, un’opportunità per rimanere in forma a casa o all’esterno, con tutte le precauzioni e nel rispetto di ogni prescrizione prevista. Fino alla dimensione economica, fatta da tutti quegli operatori di cui si devono ascoltare le istanze alla luce dello stravolgimento delle regole sociali, in termini normativi ma anche di scelte personali che d’ora in poi si faranno. Quello del wellness resta un settore importante, come detto a livello personale e sociale, tra quelli più in difficoltà e dunque da sostenere.

Come potremo fare sport e come gestire il nostro rapporto con palestre e centri sportivi?

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Socialità “remota”

I social rappresentano ormai, in uno strano paradosso, la nostra migliore finestra sul mondo reale. Al di là dei contatti professionali, passiamo sempre più tempo libero sulle nostre tradizionali piattaforme social ma anche sulle nuove che stanno proliferando in questo periodo di totale negazione di contatti sociali. Tutti i momenti della giornata si trasformano quindi, in buone occasioni per una chiacchierata con gli amici di sempre, ma anche per “rispolverare” qualche relazione che, per un altro simpatico paradosso, la frenesia della “normalità” aveva portato in soffitta.

Potersi concedere un momento di “socialità” diventa un lusso, nonché una buona abitudine per ricordarci che gran parte della nostra vita è condivisione, in un momento storico in cui è resa difficile dagli eventi. Molta attenzione viene dedicata all’e-commerce che segna persino un +40% (Q1 shopping index) in questo periodo di emergenza. Tutti i prodotti in pochi click a casa. Ma ci sono soluzioni e giuste compagnie per farci sentire #distantimauniti, con spazi virtuali che ci consentano momenti di piacevole condivisione… 

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Il futuro tra arti e cultura

Giusto ricordare che la cultura non è solo sfoggio di saperi e conoscenze, ma per il nostro Paese una risorsa di primissimo piano. Non solo come patrimonio in sè ma come sostegno per il sistema socio-economico: la ripartenza può avvenire anche e soprattutto grazie al sostegno di uno dei pilastri della nostra tradizione. Soprattutto nella giornata di oggi, dedicata a una delle sue arti più rappresentative. 

Una cultura, quella italiana, basata infatti sui beni più rappresentativi della nostra tradizione nazionale e proprio sulle tanti arti, rese note da altrettanti da grandi nomi passati alla storia. Scultura, pittura, teatro, cinema e tanti tanti altri fino alla danza, su cui oggi ci soffermiamo per dedicare la giornata internazionale dedicata a quest’arte nobile. E’ bene che i ragazzi, primi appassionati di arte e cultura, siano consapevoli e si facciano promotori delle potenzialità del nostro patrimonio.

In particolare, parliamo oggi dell’Accademia nazionale di danza, che dedica questa giornata a possibili nuove forme di comunicazione e relazione. 

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Solidarietà..in rete

Lo abbiamo detto spesso, la solidarietà e le novità in buone propositi possono venire da qualsiasi categoria o persona volenterosa, tra queste si distinguono spesso proprio le nuove generazioni dimostrando un senso di responsabilità e una passione capaci di fare la differenza. La storia che stiamo per raccontarvi ne è la dimostrazione. Parliamo di dieci ragazze e ragazzi volontari dai 25 ai 40 anni, tutti con esperienze all’estero, tornati in questo momento a casa per dare il loro contributo a imprenditori e consumatori in questo momento di grave crisi. Quindici giorni di brainstorming, riunioni sulle piattaforme digitali, collegati da casa attraverso i mezzi oggi disponibili, hanno permesso a questi ragazzi di far nascere in poco tempo un’idea a favore di tutti..

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#iorestoacasainforma

In tempi di quarantena non è facile mantenersi in forma, ma dobbiamo cercare di utilizzare il tempo libero maggiore a nostra disposizione per dedicarci a qualche esercizi e per quanto possibile al movimento. Un’alimentazione equilibrata  e una regolare attività sportiva aiutano insieme a rafforzare il sistema immunitario, sostenendo anche l’umore, in un momento difficile. Da queste nota considerazione e dagli obiettivi che, abbracciandola, si possono raggiungere nasce l’iniziativa di 100 biologi nutrizionisti che hanno deciso di mettersi insieme sui social, creando il gruppo ‘La nutrizione in aiuto’, per dare consigli – a titolo gratuito – agli italiani chiusi in casa in questo periodo di emergenza.

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#nonfermateci

#solidarietà: una delle parole d’ordine di questo periodo.

E parlando di solidarietà non si può non pensare al terzo settore. Vogliamo raccontarvi qui allora l’iniziativa promossa dal Forum che lo rappresenta attraverso la campagna #nonfermateci. Ce ne parla Claudia Fiaschi, portavoce del Forum del Terzo Settore: “non possiamo interrompere la nostra attività che oggi sostiene migliaia di persone fragili che devono poter continuare a contare su di noi. Un numero destinato a crescere irrimediabilmente dopo la fine di questa emergenza, quando saremo costretti a confrontarci con ancora più povertà e diseguaglianze. Per questo chiediamo alle Istituzioni di non fermarci, ma anzi di aiutarci a continuare il nostro lavoro che rischia altrimenti di cessare”.

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I dati di un’emergenza, un futuro da mettere al sicuro

L’emergenza sanitaria continua. Ci sono leggere flessioni, ma i numeri parlano di una situazione tuttora di assoluta criticità, a partire dalle zone del nord dove i numeri stessi continuano a non piegarsi alle drastiche misure del lockdown. Qui vogliamo ribadire che si tratta di un’emergenza che evidentemente interessa fasce di popolazioni più fragili, di anziani o persone con patologie pregresse, ma le giovani generazioni non sono assolutamente indenni. Dunque, devono rispettare le prescrizioni con la stessa attenzione e lo stesso rigore di tutti. Concentriamoci allora sui dati. 
 

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Emergenza sanitaria, tra lavoro e informazione


E’ un momento in cui ci poniamo numerose domande. Dalla difficoltà della situazione attuale, il pensiero muove presto verso gli scenario sociali ed economici che saranno fuori ad attenderci. Viviamo un’emergenza dai mille volti, a partire dai due principali delle priorità in ambito sanitario e del lavoro. Il tutto attraversato dallo snodo centrale dell’informazione e della comunicazione, che giocano un ruolo determinante nel dotarci delle notizie in tempo reale e renderci, così, informati e consapevoli.

Partono da qui le riflessioni che vorremo condividere oggi dalle 19.00 in diretta sulla pagina Instagram di Starting Finance, la startup e il network di under-25 esperti e appassionati di finanza che sta proponendo in questi giorni una serie di approfondimenti interessanti con un’ottima partecipazione di pubblico e della fanbase da oltre 100mila appassionati degli Starting Finance Club.

 

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Psicologi sul virus: si attenzione, no panico

L’ORDINE DEGLI PSICOLOGI SULLA DIFFUSIONE DEL VIRUS: INDICAZIONI PER CITTADINI E PSICOLOGI, SUPPORTO ALLE AUTORITA’

Il sistema dell’informazione sta fornendo dettagli e notizie costanti, dando voce a medici e scienza. In tale ambito vogliamo dar conto del lavoro degli psicologi, a partire dall’istituzione da parte proprio del Consiglio Nazionale Ordine Psicologi di una TASK FORCE coordinata dal presidente David Lazzari e composta dai membri dell’Esecutivo, dai referenti delle associazioni o reti psicologiche attive nella Protezione Civile. 

Il problema oggettivo del “coronavirus” diventa problema soggettivo in relazione al vissuto psicologico, alle emozioni e paure che il tema suscita nelle diverse persone.La “percezione del rischio” può essere distorta e amplificata sino a portare a condizioni di panico che non solo possono essere ingiustificate ma aumentano il rischio perché portano a comportamenti meno razionali e ad un abbassamento delle difese, anche biologiche, dell’organismo.

E’ bene quindi affidarsi ai dati e alla comunicazione diffuse dalle autorità pubbliche e alle indicazioni di cautela e prevenzione in essa contenute:

– Ministero della Salute: http://www.salute.gov.it/nuovocoronavirus

– Istituto Superiore di Sanità: https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/

Non cercare di placare l’ansia inseguendo informazioni spesso amplificate ed incontrollate. Ricordare che l’eventuale esposizione al virus non è sinonimo di malattia, che la contagiosità non equivale alla reale pericolosità per la salute umana, che esistono indicazioni pratiche per ridurre il pericolo. Che avere timori e paure è normale ma non ansia generalizzata, angoscia o panico, che non aiutano e sono controproducenti.

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