Italianità e(‘) genialità.. anche da gustare

La pizza, si sa, è sinonimo di vera italianità. E con questa rima non troppo voluta introduciamo uno dei nostri più conosciuti prodotti, amati da tutte le generazioni e sempre più diffusi tra i giovani, come vedremo, non solo come consumatori ma anche per quel che riguarda il loro attuale mercato del lavoro.

Parliamo, dunque, di pizza e lo facciamo con uno dei suoi attuali più autorevoli ambasciatori: Gino Sorbillo è ormai personaggio simbolo dello stile e del successo italiano, reso noto da uno dei suoi prodotti più celebri come la pizza, emblema del genio italiano che ha saputo sapientemente combinare semplici materie prime, grani, mozzarelle e pomodoro. Prodotti d’eccellenza che solo grazie ad un’originalissima e storica intuizione sono diventati la base di un piatto che è da tempo un’icona globale, non solo in termini di patrimonio alimentare ma di una cultura riconosciuta a livello globale. Sorbillo nel corso degli anni ha visto costantemente crescere la propria attività in Italia e all’estero, per sbarcare recentemente a Roma dove era atteso da tempo, accolto un grande successo di pubblico curioso di scoprire o desideroso di provare le sue proposte come la sua famosa “Pizza Scugnizza”. Il pregio del lavoro di Gino Sorbillo è quello di partire da una forte e longeva tradizione dell’arte della pizza, valore fortemente radicato nella città di Napoli, che gli consente di conoscere bene e utilizzare al meglio gli ingredienti classici, selezionando le materie prime migliori e, allo stesso tempo, di essere all’avanguardia lavorando continuamente sul menù, scoprendo nuovi prodotti, ascoltando le richieste di un pubblico certamente più evoluto, affinando costantemente la tecnica e sperimentandola con grande attenzione.

“Sono particolarmente felice di trovarmi qui con chi da sempre ha creduto in me..

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Il valore della – vera – solidarietà

Ha parlato di recente del ruolo che ha cambiato le sorti della sua carriera, che dall’India voleva divenisse “internazionale”. Obiettivo che ha centrato e che in questa fase della sua vita racconta con soddisfazione, dedicandosi anche ad attività che rigirandano non più solo traguardi perdonali ma esigenze del prossimo.
È stata una chiacchierata informale, un salto nel cuore dell’India con uno dei suoi rappresentanti più amati dal pubblico italiano, ovvero l’attore di cui parliamo, Kabir Bedi. 
 
 

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Lo sport è vita: la cura di sé e le ultime innovazioni

Si celebra oggi la Giornata Internazionale dello Sport per lo Sviluppo e la Pace, ideata dal CIO e fissata dall’Assemblea generale della Nazioni Uniti proprio il 6 aprile, data di inizio dei primi Giochi Olimpici del 1896. La festa ha lo scopo di promuovere lo sport come mezzo per unire le persone, promovere la pace e aiutare il cambiamento sociale. Questa la motivazione ufficiale dell’ONU: “Invitare gli Stati, il sistema delle Nazioni Unite e in particolare l’Ufficio delle Nazioni Unite per lo sviluppo e la pace, le organizzazioni internazionali competenti e le organizzazioni sportive internazionali, regionali e nazionali, la società civile, comprese le organizzazioni non governative e il settore privato e tutti gli altri soggetti interessati a cooperare, osservare e sensibilizzare alla Giornata internazionale dello sport per lo sviluppo e la pace”.

Andando al solo cerchiamo di elencare le ragioni, dalle piú alle meno note, che secondo la scienza fanno dello sport un’attivitá preziosa per tutti, giovani e non: 

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Occhio, futuro e prevenzione

A pochi giorni dalla Settimana Mondiale per la sensibilizzazione sul glaucoma che inizierà il 10 marzo, avvia i lavori a Torino da oggi al 9 marzo il 3° Congresso dell’Associazione Italiana Studio Glaucoma.

“Non è raro che le persone non si accorgano, anche per lungo tempo, di esserne affette – afferma il Presidente di Aisg, Prof. Stefano Miglior – e arrivino dall’oculista quando la situazione è ormai già fortemente compromessa”. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il 50% dei pazienti non sa di averlo perché si arriva tardi alla diagnosi. A essere più colpiti sono gli anziani oltre i 60 anni ma il glaucoma può insorgere già a partire dai 40 e talora anche in età decisamente più giovanile, come riporta il dott. Guido Caramello, Direttore del centro ABAX di Cuneo.

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Prima gli italiani, anche i cantanti?

 
Verrebbe da richiamare cosí una canzone di ormai tempo fa pensando proprio al dibattito ultimamente sviluappatosi attorno alla musica italiana, alla sua tradizione ed al suo futuro.
 
Il Festival di Sanremo ha fatto parlare molto di sé, anche piú del solito. La canzone che ha vinto, risultando dunque la migliore canzone italiana, in realtá non é riconosciuta come tale, da piú parti.
Ma c’é di piú oggi. Una proposta che intende valorizzare la nostra musica, dare spazio agli esordienti, tutelare la nostra tradizione: è questo l’obiettivo di una proposta di legge a prima firma Alessandro Morelli, Presidente della commissione Trasporti e telecomunicazioni della Camera e fino allo scorso anno direttore di Radio Padania.
 
Prima gli (artisti) italiani allora? 

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La rinascita parte dalle nascite. Gli ultimi dati Istat: “fare famiglia”volere.. e potere?

 

“Nell’Europa soggiogata il tema della fertilità islamica è un tabù che nessuno osa sfidare. Se ci provi, finisci dritto in tribunale per razzismo-xenofobia-blasfemia. Ma nessun processo liberticida potrà mai negare ciò di cui essi stessi si vantano. Ossia il fatto che nell’ultimo mezzo secolo i musulmani siano cresciuti del 235 per cento (i cristiani solo del 47 per cento). Che nel 1996 fossero un miliardo e 483 milioni. Nel 2001, un miliardo e 624 milioni. Nel 2002, un miliardo e 657 milioni. Nessun giudice liberticida potrà mai ignorare i dati, forniti dall’Onu, che ai musulmani attribuiscono un tasso di crescita oscillante tra il 4,60 e il 6,40 per cento all’anno (i cristiani, solo 1’1 e 40 per cento). Nessuna legge liberticida potrà mai smentire che proprio grazie a quella travolgente fertilità negli anni Settanta e Ottanta gli sciiti abbiano potuto impossessarsi di Beirut, spodestare la maggioranza cristiano-maronita. Tantomeno potrà negare che nell’Unione Europea i neonati musulmani siano ogni anno il dieci per cento, che a Bruxelles raggiungano il trenta per cento, a Marsiglia il sessanta per cento, e che in varie città italiane la percentuale stia salendo drammaticamente sicché nel 2015 gli attuali cinquecentomila nipotini di Allah da noi saranno almeno un milione”.

Cosí piú di qualche anno fa Oriana Fallaci, avrá ragione? 

 

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“Il futuro dei giovani? Progetti concreti, fare rete, promuovere cultura”

Una realtà <<pronta per diventare adulta>>.

Inizia così l’interessante confronto con Domenico De Maio, nuovo Direttore Generale dell’Agenzia Nazionale Giovani. 

<<In un momento storico e sociale evidentemente complesso, di grandi cambiamenti, la nostra ambizione è far diventare l’Agenzia un punto di riferimento per giovani e per under 30, con un nuovo slancio e nuove iniziative al di là di quelle da tempo attive come Erasmus +, che resta un riferimento rilevante>>. 

Parte da qui una riflessione opportuna sui temi della formazione, di quanto sia oggi importante quella “non formale” che va a completamento di quella accademica ed ordinaria di uno studente. Determinante è non solo farne uno strumento ancor più potenziato, ma proporre un nuovo modello culturale basato sul “fare rete”…

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Sport è cultura, anche nel combattimento. Talenti italiani crescono

Uno sport che continua a diffondersi, facendo conoscere le regole ed i valori dietro quello che non è solo uno scambio di colpi. Purtroppo spesso viene esasperato da chi non è in grado di cogliere le regole, la preparazione e il rispetto che sono alla base di queste discipline. A volte purtroppo, come dimostra un recente incontro di rango globale, anche alcuni professionisti, ma più spesso persone che vedono in questo sport solo un confronto fisico. Un confronto che invece è prima di tutto psicologico e mentale.

Anche l’Italia si sta facendo conoscere in modo sempre più efficace, con nuovi fighters e talenti ad entrare nell’arena. Uno di questi è Gabriele Casella, che lo scorso 1 dicembre ha sconfitto Dani “Breezy” Traore in Bellator Kickboxing (categoria 80 kg) per verdetto unanime della giuria. 

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“Viaggi da imparare”

L’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, all’interno del progetto “Viaggi da Imparare”, propone un concorso indirizzato alle scuole superiori per la realizzazione di un video ispirato al tema dell’accoglienza. Il video vincitore diventerà uno degli spot ufficiali di UNHCR.

Un tema molto attuale e delicato, che vede interessate questioni come l’integrazione e – di conseguenza –  la sicurezza, che no si può assolutamente trascurare come priorità dei cittadini di un Paese. Questo progetto intende essere, in questo contesto, uno stimolo sia per la sensibilità che per la creatività dei ragazzi attraverso le scuole che a quest’indirizzo http://concorso.viaggidaimparare.it/, all’interno del sito Viaggi da Imparare realizzato da UNHCR in collaborazione con il MIUR, potranno trovare il modo di trasformare la loro idea in spot. Una volta iscritte nella sezione dedicata del sito, le classi avranno la possibilità di seguire un percorso interattivo a step fatto di quiz, contenuti educational, storie e testimonianze reali di ragazze e ragazzi rifugiati.

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